Ho trovato sul blog AllMarketingWeb.com un post che mi coinvolge molto nella mia attività di E-Commerce Marketing dal titolo: “L’indirizzamento del traffico dai siti del brand ai siti di e-commerce”.

Volevo scrivere un commento, ma mi sono appassionato e il testo di risposta è diventato troppo lungo: così ho deciso di farne un post nel mio blog.

La tesi è che è auspicabile smarcarsi nell’evoluzione degli E-Commerce dalle attività pubblicitarie a cost per click e a cost per impression per incontrare “sempre più un diverso tipo di visitatore: spontaneo e proveniente da siti che non ricevono compensi per il traffico che riescono ad attrarre (AllMarketingWeb.com).”

A sostegno di questa tesi, AllMarketingWeb.com riporta l’esperienza dei link (a pagamento) dei produttori che indirizzano nel loro sito, tramite pulsanti di tipo “compra on line”, verso siti di E-Commerce.

La tesi sostenuta in questo post è MOLTO intrigante anche se non mi trova sempre del tutto d’accordo.

E’ vero che un aspirante cliente che ha come obiettivo la ricerca di un bene o servizio trova la sua navigazione decisamente più appagante se noi abbiamo la risposta esatta al suo bisogno. Ma non sempre si riesce a trovare una corrispondenza esatta nelle strategie di linking.

A me è capitato di comprare un link in un portale dedicato a un settore attinente alla realtà di un e-commerce , che ha portato molti visitatori nel sito, ma ha portato pochi compratori. Certamente erano persone interessate all’argomento della mia realtà. Ma in quel momento non avevano un bisogno d’acquisto e l’entrata non l’ha generato.

Può darsi che il layout interno del sito di E-Commerce non risponda all’esigenza di creare un meccanismo di A.i.d.a. (Attention, Interest, Desire Action) e che quindi io sia totalmente responsabile di questo successo parziale, ma non ne sono certo.

Leggendo un interessante post di Daniel Broche (in francese, vedi sotto in bibliografia), ho riformulato in questo modo la mia opinione su questa tesi:

io penso che le campagne di un sito di E-Commerce debbano rispondere ad una esigenza: quella di trovare una persona interessata in quel preciso momento a performare una azione e la cui risposta è dentro la nostra attività, a prescindere dalla risorsa pubblicitaria da noi utilizzata (campagne di advertising, di branding o di blogging, Organic, Cost per Click, Cost per Impression, etc.).

Fonti bibliografiche
Fonte: AllMarketingWeb.com – L’indirizzamento del traffico dai siti del brand ai siti di e-commerce del 9 luglio 2007
Daniel Broche – ecommerce: Panorama des approches technologiques des contenus web – 2 maggio 2007