Noi non usiamo l'IA
Cosa succede davveroL'uso spesso non sparisce. Si sposta sui telefoni personali e sulle reti di casa, dove l'azienda non lo vede e non lo controlla.
L'illusione dell'adozione e l'invisibile fuga di dati
Anche se in azienda non avete ancora adottato l'IA, o state iniziando a farlo, è probabile che i tuoi collaboratori la usino già. E questo comporta rischi di sicurezza e di conformità alle norme.
In 3 minuti metti a fuoco dove la tua funzione può essere esposta, quali dati possono uscire e da quali processi conviene partire.
Executive Briefing
Il documento di briefing: dieci domande per mettere a fuoco il problema nella tua funzione, da leggere e far girare nel team. Arriva via email subito dopo la conferma.
Gratuito. Nome, cognome, email di lavoro e area: 20 secondi.
Ogni giorno senza una regola verificata è un giorno in cui un contratto, una specifica tecnica o le condizioni riservate della tua funzione possono finire su un server che non risponde a te. E un'informazione riservata lasciata senza misure adeguate rischia di perdere la tutela del segreto commerciale (art. 98 CPI).
Il rischio che non vedi
1 su 3
lavoratori dell'UE usa già strumenti di IA nel proprio lavoro: il 30%.
Fonte: JRC, il Centro comune di ricerca della Commissione europea, indagine AIM-WORK 2024-2025 su oltre 70.000 lavoratori, notizia del 21/10/2025.78%
di chi usa l'IA al lavoro usa strumenti che non gli ha fornito l'azienda.
Fonte: Microsoft e LinkedIn, Work Trend Index, 08/05/2024, indagine globale. Anche Microsoft vende strumenti di IA.39,7%
delle interazioni con strumenti di IA contiene dati sensibili.
Dati di un fornitore di sicurezza: Cyberhaven, 2026 AI Adoption & Risk Report, 05/02/2026, misurato sulle aziende clienti.La trappola dei tempi. La direzione impiega mesi per decidere come tutelare i dati dell'impresa. A un collaboratore basta un pomeriggio per aprire una chat di IA che l'azienda non ha scelto né controlla, e la maggior parte di chi usa l'IA al lavoro lo fa già con strumenti propri. Da quel momento una parte dei dati della tua funzione può passare su servizi che non rispondono a te.
Noi non usiamo l'IA
Cosa succede davveroL'uso spesso non sparisce. Si sposta sui telefoni personali e sulle reti di casa, dove l'azienda non lo vede e non lo controlla.
Abbiamo bloccato gli accessi aziendali
Cosa succede davveroIl blocco riduce l'uso sui dispositivi aziendali, ma non lo ferma. Lo sposta dove non hai più alcun indicatore per misurarlo.
Abbiamo una policy rigida
Cosa succede davveroUna regola che nessuno verifica protegge poco. Per la legge conta che le misure siano adeguate e applicate, e un documento nel cassetto difficilmente lo dimostra.
È già successo. Nel maggio 2023 Samsung ha vietato le IA generative su computer, telefoni e reti aziendali, dopo che alcuni ingegneri avevano caricato codice riservato in una chat (Bloomberg, 02/05/2023).
La norma, non un parere
Questa sintesi non costituisce consulenza legale. La valutazione della conformità spetta al legale e al responsabile della protezione dei dati della tua azienda.
La responsabilità di prevenire l'errore del collaboratore ricade sull'azienda.
È tutelato solo se protetto da «misure da ritenersi ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete».
RISCHIOSenza una regola, l'informazione riservata incollata in chat rischia di perdere la tutela.
Art. 98 CPI →L'azienda che usa l'IA nella propria attività deve adottare misure per preparare il personale a usarla. Non deve garantire un livello specifico, ma senza misure documentate è difficile dimostrare di averle prese.
OBBLIGOIn vigore dal 27/07/2026. Le eventuali sanzioni le stabilisce ogni Stato membro.
AI Act, art. 4, nel testo del Reg. 2026/1744 →Misure di sicurezza adeguate al rischio, notifica delle violazioni entro 72 ore ove possibile, e fornitori con «garanzie sufficienti» per gli strumenti che l'azienda adotta.
RISCHIOSanzioni fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato mondiale annuo, e fino a 20 milioni o al 4% per la violazione dei principi.
GDPR, artt. 5, 28, 32, 33, 83 →Il briefing
Le domande
Un'anteprima di tre delle dieci domande che trovi nel briefing, una per area.
Quali usi dell'IA consente e quali vieta la policy sull'IA in vigore nella tua funzione, e dove è pubblicata?
Quali percorsi di formazione, metodi e strumenti, cioè licenze e infrastruttura interna, stai fornendo ai team, perché non debbano ricorrere di nascosto a piattaforme di IA pubbliche per accelerare il lavoro?
Quali attività della tua funzione hanno ridotto i tempi grazie all'IA, e con quale indicatore (KPI: l'indicatore di risultato su cui si giudica l'andamento di una funzione) lo misuri?
Riprogetto i processi di marketing e vendite in cui entra l'IA. Aggiorno con i team le policy e le regole d'uso quotidiane. Scelgo gli strumenti con le condizioni giuste sui dati e formo le persone a usarli. Lavoro di concerto con i dipartimenti e in concertazione con le funzioni Legale e DPO (Data Protection Officer: il responsabile della protezione dei dati), perché le regole siano corrette sulla carta e applicabili nel lavoro di tutti i giorni.
Dentro ogni falla c'è un segnale. Dove un collaboratore ha aggirato un processo, c'è un flusso da riprogettare, un tempo da recuperare, un margine da difendere.

Performance Systems Architect™
Enrico Giubertoni è un progettista di sistemi di ricavo, consulente di direzione e keynote speaker. È autore di cinque pubblicazioni sul marketing digitale e di oltre 310 articoli, e dal 2006 cura uno dei blog di strategia più longevi d’Europa.
Come Performance Systems Architect™, dal 1998 decodifica i segnali digitali per la governance dei ricavi e la Signal Intelligence™ (la lettura dei segnali d’acquisto latenti) nelle imprese B2B. Il suo lavoro individua l’Analytical Inertia (i dati che l’impresa possiede e non trasforma in decisioni) nelle business unit e la trasforma in Financial Velocity, la velocità con cui l’impresa genera valore.
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