Brand Loyalty? Non illuderti: nessun brand è tuo amico, ma puoi comunque avere un legame leale con loro
Di Enrico Giubertoni
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Pensi che la brand loyalty sia simile all’amicizia vera tra persone? Non illuderti, nessun brand può essere tuo amico, ma ciò non significa che tu possa avere un legame fondato sulla correttezza. Guarda questi esempi.
Ho trovato uno Slideshare sulla brand loyalty che analizza i rapporti tra brand, persone, valori e relazioni reciproche. L’ho trovato molto interessante e soprattutto utile per le relazioni che nel social business si innescano tra brand e universi di consumo.
Brand Loyalty: condividere non significa … condividere: quindi fai flame!
Perdona il gioco di parole, ma è esattamente ciò che penso.
L’ho condiviso perché è tagliente, ma questo non significa che io sia d’accordo con tutte le slide.
Quindi se questo slideshare sulla brand loyalty ti scatena gli istinti più rabbiosi, apri pure le danze nei commenti e demolisci. http://www.slideshare.net/mixalis1/no-brand-is-your-friend Buon divertimento! P.S. Questo articolo è liberamente tratto da una condivisione su Google+ di +Rachele Zinzocchi. Grazie! :)
Domande frequenti
La brand loyalty è simile all’amicizia fra persone?
No: nessun brand può essere tuo amico, ma questo non significa che tu non possa avere con un brand un legame fondato sulla correttezza. È la tesi dello Slideshare “No brand is your friend”, che analizza i rapporti fra brand, persone, valori e relazioni reciproche.
Perché lo Slideshare “No brand is your friend” è utile a chi lavora nel social business?
Perché analizza i rapporti tra brand, persone, valori e relazioni reciproche, e quindi aiuta a leggere le relazioni che nel social business si innescano tra i brand e gli universi di consumo. L’ho trovato tagliente, anche se non sono d’accordo con tutte le slide.
Condividere un contenuto significa esserne d’accordo?
No, condividere non significa condividere. Ho rilanciato lo Slideshare sulla brand loyalty perché è tagliente, non perché sottoscriva tutte le slide, e ho invitato chi non è d’accordo a discuterne e demolirlo nei commenti. L’articolo nasce da una condivisione su Google+ di Rachele Zinzocchi.