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Facebook compra WhatsApp per superare i 2 miliardi di utenti e garantirsi un bacino di 5 miliardi di contatti potenziali? Ragioniamoci sopra

Di Enrico Giubertoni Aggiornato 3 minuti di lettura

Facebook compra WhatsApp, che cosa cambia da questa acquisizione? Cambia che Facebook guadagnerà due miliardi di utenti in un bacino potenziale di 5 miliardi di utenti ad un costo di acquisizione per utente decisamente conveniente.

Emerge inoltre quanto questa acquisizione sia differente dalle altre in quanto crea interconnessioni tra media differenti: web tradizionale, Social Network, Mobilità, Chat tradizionale, evoluzione dell’SMS, mondo mobile, smartphone aprendosi in concorrenza diretta con i carriers telefonici.

Facebook compra WhatsApp

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Facebook compra WhatsApp: che cosa cambia?

Premetto che sto scrivendo questo articolo anche riferendomi a questo interessantissimo pezzo sull’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook scritto da Adam Rifkin che consiglio vivamente di leggere.

  1. Facebook acquista WhatsApp per garantirsi dai 2 ai 5 miliardi di utenti: Facebook era in un cul-de-sac dal quale non riusciva ad uscire e questo cul-de-sac era basato sul canale Smartphone-Tablet-Web con App per scrivere il proprio status update. Su questa nicchia poteva risicare 1 miliardo, un miliardo e 200 milioni di utenti ma poco più. Nel momento in cui Facebook compra WhatsApp, si assicura un servizio di Chat che gli consente di superare quota 2 miliardi ed è per questo che li terrà come servizi separati.
  2. Il numero di utenti Smartphone crescerà fino a 5 miliardi, a meno che i Google Glass li metteranno in difficoltà. Facebook compra WhatsApp anche per questo motivo, almeno secondo me e Google (forse) rinuncia ad un rilancio (ammesso che non ci sia riuscito) contando su questa variabile disrupting, i Google Glass appunto.
  3. Facebook compra WhatsApp per ristabilire una leadership sui tempi di permanenza sui social network. Facebook combatte con YouTube per i tempi di permanenza sui social, tramite WhatsApp garantisce e tutela maggiormente i tempi di permanenza su uno dei suo brand.
  4. Facebook compra WhatsApp perché … Facebook, WhatsApp, Instagram
    vs Google, YouTube, Waze … devo aggiungere altro?
  5. Facebook compra WhatsApp perché gli conviene in quanto ha ROI sul costo per utente: il costo di un utente WhatsApp è di soli  $42 e se comparato al costo utente di Facebook ($141/user), di LinkedIn ($85), e di  Twitter ($84), valori di borsa per utente al febbraio 2014, fa comprendere quanto sia a buon mercato (si fa per dire) WhatsApp (il quinto punto è derivato dal punto 7 dell’articolo di   Adam Rifkin).

Questi sono i motivi secondo me più peculiari dell’acquisto di WhatsApp da parte di Facebook.

I motivi che ho scelto sono differenti da quelli di Adam Rifkin. Per il resto andatevi a leggere il suo articolo: merita proprio.

Domande frequenti

Perché Facebook ha comprato WhatsApp?

Secondo me per uscire da un cul-de-sac. Facebook era chiusa nel canale smartphone, tablet e web con le app per aggiornare lo stato, e lì non poteva crescere molto oltre; con WhatsApp si assicurava un servizio di chat capace di portarla oltre quella soglia di utenti, ed è per questo che avrebbe tenuto i due servizi separati.

Che cosa rende diversa l’acquisizione di WhatsApp dalle altre acquisizioni di Facebook?

Il fatto che crea interconnessioni fra media differenti: web tradizionale, social network, chat, evoluzione dell’SMS e mondo mobile. In questo modo Facebook entra in concorrenza diretta con gli operatori telefonici e rafforza la sfida a Google e YouTube sui tempi di permanenza degli utenti.

L’acquisto di WhatsApp è stato conveniente per Facebook?

Sì, perché il costo di acquisizione per utente era decisamente conveniente. Confrontando il costo di un utente WhatsApp con quello degli utenti di Facebook, LinkedIn e Twitter, come fa Adam Rifkin nell’articolo a cui mi riferisco, si capisce quanto WhatsApp fosse a buon mercato, per così dire, e che l’operazione avesse un ritorno sull’investimento.

Enrico Giubertoni

Enrico Giubertoni

Revenue Strategy Partner

Dal 1998 progetto infrastrutture di ricavo per imprese B2B: Signal Intelligence™ e Revenue Blueprint™ per trasformare l'inerzia analitica in Financial Velocity.

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