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Storia del digitale

Undici consigli per trasformare la tua startup in una social company

Di Enrico Giubertoni

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Se stai decidendo di creare una Startup, decidi di creare una social company fin dall’inizio. Se ti stai chiedendo il vantaggio, continua a leggere.

Non esiste un vantaggio vero e proprio nel scegliere un approccio social per la tua startup: si tratta di una vera e propria scelta di paradigma.

Creare una social startup ti consente di individuare i reali bisogni del tuo target

Quando scegli di parlare con il tuo target attraverso i canali social della tua social company, sarà più semplice trasformarlo in cliente.

Se scegli di creare una social company fin dall’inizio, avrai maggiori chances di comprendere come reindirizzare e adattare la tua idea originaria sulla base degli input che ti arriveranno dai tuoi clienti via social network.

Tutto questo ti consentirà di ascoltare il tuo target, capire come rispondere meglio ai suoi bisogni, reindirizzare in modo preciso le attività strategiche della tua startup.

Scegliendo canali social anche di nicchia, potrai inoltre parlare ad un target più coeso ed entrare in nicchie di mercato specifiche, magari molto adatte alla tua idea di business.

Intercettare i bisogni del target e integrarli nel ciclo di business della nostra startup per trasformarla in una social company
Intercettare i bisogni del target e integrarli nel ciclo di business della nostra social company

11 rapidi consigli per creare una social company … oppure per dare un respiro social alla tua azienda.

Questo post è ispirato da un articolo di Social Media Today (10 tips for making your startup a social company, vedi link in fondo al post) su cui ho scritto le mie considerazioni e le mie modifiche.

  1. Costruisci una social company fin dall’inizio. Non è sufficiente creare i tuoi social account e brandizzarli con il nome della tua azienda. Metti la tua azienda al centro e fatti questa domanda: che contributo può dare questo canale social alla mia business idea? Se trovi una risposta adeguata allora utilizza questo canale.
  2. Crea una relazione con il tuo target: usa i canali social per capire cosa vogliono i tuoi potenziali clienti, chiedi loro consigli su come fare evolvere la tua idea di business, trova partners e dipendenti utilizzando i canali social e comprendi il loro valore.
  3. Objectives, Strategies, Tactics, Measure, Repeat. Poniti degli obiettivi e chiediti quali azioni soddisfano i tuoi obiettivi. Creati quindi una strategia, misura i risultati. Rivalutali, aggiustali e correggili continuamente. Il tuo target cambia ogni giorno, i social media cambiano ogni giorno e anche tu non sei quello di un secondo fa ;-). Per questo motivo riformula continuamente: in questo modo la tua social company sarà sempre in evoluzione e ancorata con il tuo target
  4. Non devi per forza essere nei social più modaioli e generalisti. Scegli i social sulla base del punto 1. Se un canale social non risponde ai tuoi requisiti è inutile utilizzarlo solo perché di moda e fa figo! Se il target di una azienda non usa Twitter, è perfettamente inutile che la tua azienda apra un canale Twitter perché di moda. Otterrai solo l’effetto di lasciarlo decadere poiché poco interessante. Un inutile quanto improduttivo boomerang di immagine.
  5. Costruisci una comunicazione corale. Crea una brand voice su tutti i canali social e adattala ad ogni specifico canale in modo tale da costruire una comunicazione armonica.
  6. Condividi la tua passione. Non vendere i tuoi prodotti risulterai noioso. Al contrario, condividi la tua passione e integra i tuoi prodotti nella tua passione. Ogni persona vive di emozioni e se riesci a condividere la tua passione per la tua idea, la vendita dei tuoi prodotti diventa una logica conseguenza.
  7. Fai in modo che i tuoi canali social e il tuo sito web siano linkati. Fai in modo che le persone che visitano il tuo sito web siano consapevoli dell’esistenza dei canali social. Non limitarti però a esporre i tuoi canali social con le solite icone/patacche a mo’ di medagliette sul sito. Fai in modo che essi siano presenti in luoghi strategici come ad esempio – in un e-commerce – nella pagina di ringraziamento per una vendita.
  8. Coinvolgi i tuoi social media influencers. Su 1000 persone presenti nella tua Facebook Page sicuramente ne troverai cinque o sei che rispondono sempre ai tuoi commenti. Coinvolgili nelle tue attività. Ricompensali e gratificali: essi non sono entusiasti della tua idea per soldi, interesse o ritorno. Sono entusiasti della tua idea poiché aderisce al loro stile di vita. Ricompensali e falli diventare i tuoi social ambassadors.
  9. Incoraggia sempre lo user-generated content. Alle persone piace partecipare: cerca quindi di favorire in ogni modo la loro partecipazione. Favorisci lo user generated content e non avere paura di quello che potrebbero scrivere.
  10. Non avere paura delle critiche. Le critiche accadono, sempre. Tutti noi sbagliamo quando lavoriamo. Una società che non sbaglia non esiste: per questo motivo si arriva alla idea paradossale che una società senza nemmeno una critica sia falsa. Io personalmente diffido dalle pagine di Facebook come paradisi terrestri.
  11. Se non hai niente da dire, taci. Ti piace quando in ascensore il tuo vicino di casa (con cui non hai niente da condividere) ti allieta in una conversazione di 40 secondi sugli angoli retti della cabina dell’ascensore quando potrebbe tranquillamente tacere? Ecco: se non si ha nulla da dire è inutile parlare. Può capitare di non avere molto da dire un giorno. Bene: quel giorno si tace :-D

Questi sono i miei undici consigli per rendere la tua startup social. Sono tratti da questo articolo di Ashley Ray per Social Media Today: 10 tips for making your startup social.

Ashley Ray ne ha scritti dieci, io ne ho creata una mia versione. Attendo ora le tue idee :-D

Domande frequenti

Perché una startup dovrebbe nascere come social company?

Non è un vantaggio tattico ma una scelta di paradigma. Parlare con il target attraverso i canali social rende più semplice trasformarlo in cliente e permette di reindirizzare e adattare l’idea originaria sulla base degli input che arrivano dai clienti. Scegliendo anche canali di nicchia si parla a un target più coeso e si entra in nicchie di mercato adatte alla propria idea.

Come si scelgono i canali social giusti per un’azienda?

Mettendo l’azienda al centro e chiedendosi che contributo può dare quel canale alla propria business idea: se la risposta è adeguata lo si usa, altrimenti no. Aprire un canale solo perché è di moda, per esempio Twitter quando il target non lo usa, porta a lasciarlo decadere e produce un inutile quanto improduttivo boomerang di immagine.

Come va gestita la presenza social di una startup nel tempo?

Con il ciclo Objectives, Strategies, Tactics, Measure, Repeat: ci si pone degli obiettivi, si scelgono le azioni che li soddisfano, si costruisce una strategia, si misurano i risultati e li si corregge continuamente. Il target cambia ogni giorno, i social cambiano ogni giorno, e riformulare di continuo tiene la social company in evoluzione e ancorata al suo target.

Come dovrebbe comportarsi un’azienda con le critiche sui social?

Non deve averne paura: le critiche accadono sempre, perché tutti sbagliamo quando lavoriamo. Una società che non sbaglia non esiste, al punto che una pagina senza nemmeno una critica appare falsa; io personalmente diffido delle pagine Facebook presentate come paradisi terrestri. Allo stesso modo va incoraggiato lo user-generated content, senza temere quello che le persone potrebbero scrivere.

Come si trasformano i fan più attivi in ambasciatori del brand?

Nella propria community ci sono sempre poche persone che rispondono sempre ai commenti: vanno coinvolte nelle attività, ricompensate e gratificate. Non sono entusiaste per soldi o interesse, ma perché l’idea aderisce al loro stile di vita, e per questo possono diventare social ambassadors. Conta anche condividere la propria passione invece di limitarsi a vendere i prodotti.

Enrico Giubertoni

Enrico Giubertoni

Performance Systems Architect™

Enrico Giubertoni è un progettista di sistemi di ricavo, consulente di direzione e keynote speaker.

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Come Performance Systems Architect™, dal 1998 decodifica i segnali digitali per la governance dei ricavi e la Signal Intelligence™ (la lettura dei segnali d’acquisto latenti) nelle imprese B2B. Il suo lavoro individua l’Analytical Inertia (i dati che l’impresa possiede e non trasforma in decisioni) nelle business unit e la trasforma in Financial Velocity, la velocità con cui l’impresa genera valore.

È autore di cinque pubblicazioni sul marketing digitale e di oltre 340 articoli, e dal 2006 cura uno dei blog di strategia più longevi d’Europa.

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