Brian Solis, uno dei più importanti esperti di Social Media e ideatore del celeberrimo Communication Prism, ha pubblicato la sua più recente opera dall’eloquente titolo:

Engage: The Complete Guide for Brands and Businesses to Build, Cultivate, and Measure Success in the New Web

E’ bene che io specifichi di non avere ancora letto il testo Engage, ma di averlo comprato adesso su Amazon.com dopo evere letto il Post di presentazione ufficiale di Engage dal blog di Brian Solis: le considerazioni che leggerete sono quindi basate sul post di presentazione di Engage, più alcuni virgolettati miei.

Engage the book, by Brian Solis


Le premesse dell’opera e gli assunti di base

L’opera di Solis parte dal presupposto che i Social Media siano strumenti di influenza basati su un approccio democratico e stiano cambiando il modo con cui le imprese comunicano con clienti e prospect e come in questo nuovo modello stia emergendo il ruolo dei pari nel processo di influenza reciproca tra clienti e aspiranti clienti.

Partendo dall’assunto che i Social Media stanno democratizzando i processi di influenza, Brian Solis come altri mette in evidenza la necessità per le aziende di usare per la loro brand communication piattaforme come:  Twitter, YouTube, and Facebook e altro …ma aggiunge anche alcune considerazioni importanti.

Il tema dell’opera: come e dove costruire l’engagement

Brian Solis sostiene che l’engagement non nasca come logica conseguenza dell’essere presenti.

L’Engagement si forma tramite l’interpretazione delle  intenzioni dell’utente

per coinvolgere una persona è infatti necessario:

  1. condividere conversazioni dotate di significato
  2. comunicare e condividere i vantaggi di questi significati
  3. coinvolgere clienti e prospect, nel processo di condivisione dei vantaggi con altri loro pari

Proprio il terzo punto mi sembra importante in quanto noi quando condividiamo dei link nei social network mettiamo in gioco la nostra stessa reputazione.

L’opera Engage analizza – nelle parole dell’Autore – proprio queste dinamiche.

Secondo Solis i Media della Partecipazione (Participatory Media) contribuiranno al successo dei business del XXI secolo e – aggiungo io – dei modelli economici di questo decennio e dei prossimi

Engage, seguendo l’approccio di ispirazione antropologica di Brian Solis dovrebbe aiutare a:

Creare uno spazio nell’ecosistema online che rappresenti in modo sincero ed efficace il proprio brand e crei le condizioni positive per generare effetti di senso nel settore della customers’ loyalty e trust.

Stabilire una struttura organizzativa in grado di recepire i nuovi media e i trend emergenti.

Comprendere le dinamiche per scoprire i social network più adatti a veicolare la propria Online Brand.

In conclusione, l’opera di Solis costituisce nelle sue intenzioni un tassello di risposta importante nel complesso tema della comunicazione online e della trasformazione del ruolo delle aziende in rete.

Per trasformazione del ruolo delle aziende nella comunicazione in rete, intendo quelle dinamiche e processi tipici della rete che mi sembra stiano recuperando  sempre più le forme di interazione uno a uno tipiche delle fiere e dei mercati artigianali di un tempo, armonizzandole con la il grado sempre più avanzato di raffinatezza ideativa dei prodotti che l’innovazione tecnologica ci consente.

Riferimenti