Questa è la cronistoria vissuta in diretta del caso @BurgerKing USA, il più clamoroso attacco ad un account Twitter della storia di Internet avvenuto il 18/02/2013.

Questo post è stato scritto in Live Blogging.

Essendo in diretta live potrebbe contenere inesattezze ed errori anche di grammatica e sintassi.

Ore 18:47. L’attacco a @BurgerKing e la sua trasformazione in McDonald’s

L’account di @BurgerKing è stato hackerato verso le 18:47 GMT+1 del giorno 18 febbraio 2013, come si vede da questi Tweet.

La prima azione dell’Hacking è stata quella di sostituire la Cover Photo e la Description attribuendo all’account @BurgerKing in modo FAKE, le fattezze di un account McDonalds (vedi foto)

BurgerKing Hacked

BurgerKing Hacked (Clicca per ingrandire)

Ecco il dettaglio della Cover Photo di Burger King

BurgerKing Hacked

BurgerKing Hacked

Nella Description si è messo un testo falso nel quale si dichiarava l’account e lo stesso BurgerKing venduto a McDonalds.

19:10: @BurgerKing down

In questo momento l’account di BurgerKing è stato sospeso

[Ore 7:10] del 18 febbraio 2013

BurgerKing: account sospeso

BurgerKing: account sospeso

Forse il primo caso di furto di identità così importante

Forse è il primo caso di furto di identità che colpisce via Twitter una azienda così importante.

Ed è la prima volta nella storia di internet che un account Twitter viene cammuffato in modo FAKE con le fattezze di azienda concorrente.

Pare che oltre ad hackerare l’account, siano stati inviati tweet razzisti (non posso confermarlo poiché non li ho visti personalmente).

La cosa un po’ grottesca è data dal fatto che l’account di BurgerKing era (e risulta ancora essere) verificato e validato da Twitter.

Ore 4:00 am del 19/02/2013 Account @BurgerKing ripristinato e con 30000 followers in più

Alle ore 4:00 am [GMT +1] del 19/02/2013 l’account BurgerKing è stato ripristinato. Un ironico Tweet lo conferma

@BurgerKing ripristinato

@BurgerKing ripristinato

Come si può vedere dal conteggio dei Follower, l’effetto viral ha fatto guadagnare a @BurgerKing altri 30000 follower sicuramente più incuriositi dalla vicenda in sè che dai prodotti della catena alimentare.

Da tutta questa vicenda, forse l’insegnamento potrebbe essere di:

Raccomandare un’attenzione particolare alle Password per evitare che i propri account social finiscano in mani sbagliate