Customer churn e brand reputation:quando una cultura del cliente debole fa perdere i clienti per sempre
Di Enrico Giubertoni
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Customer churn e brand reputation sono legati da una sola cosa: come l’intera azienda tratta le persone che l’hanno scelta. Il customer churn (la quota di clienti che un’azienda perde in un periodo) nasce raramente dalla tecnologia. Puoi avere i migliori strumenti e le piattaforme più avanzate, e perdere clienti a favore dei concorrenti se la tua cultura del cliente è debole. Questo articolo è per i responsabili marketing, vendite e HR che vogliono vedere dove nasce davvero l’abbandono e che cosa fa al brand.
La cultura del cliente è un pilastro della cultura d’impresa, e decide se trattieni o allontani le persone che ti hanno scelto.
Se ti sembra uno slogan, lascia che te lo dimostri con un episodio reale, raccontatomi da un partecipante a un mio laboratorio di formazione manageriale. Il caso mostra come la mancanza di coordinamento interno e di attenzione al cliente possa distruggere la fiducia e la reputazione di un brand.
Quando un cliente dice: mai più
Immagina di passare da un operatore telefonico a un altro.
Mentre migri, scopri che una fattura non ancora scaduta è stata passata al recupero crediti (la pratica di affidare le fatture non pagate a un’agenzia esterna che ne sollecita il pagamento).
Nel giro di pochi giorni ricevi una pioggia di email e telefonate con solleciti che sembrano sospetti, al punto da pensare a un tentativo di truffa. Alla fine scopri che è stato il tuo ex operatore a scatenare tutto, senza avvisarti.
Il risultato? Una grande perdita di tempo e, soprattutto, una fiducia distrutta. Quel cliente non tornerà e diventerà un detrattore attivo (una persona che racconta l’accaduto per scoraggiare gli altri dall’acquistare), pronto a raccontarlo a chiunque stia valutando quell’azienda.
Perché accade il customer churn?
Accade quando ogni reparto guarda il cliente da una prospettiva limitata, senza una visione comune. Alla base di questa crisi di fiducia c’è un problema culturale.
Ogni funzione ha trattato il cliente come un numero, senza valorizzarne il potenziale e senza ascoltarne i segnali. Ecco come:
Amministrazione: vede il cliente come un numero, e un cliente cessato come un cliente di serie B. La soluzione? Alleggerire il carico interno passando al recupero crediti anche fatture non scadute. “Tanto non è più cliente!” In questa visione transazionale (dove il rapporto è solo una serie di pagamenti) il cliente perde subito valore, e con esso la cura e il rispetto che dovrebbe ricevere.
Customer service: era a conoscenza dell’episodio e l’ha tenuto per sé. Con più sensibilità avrebbe potuto avvertire l’amministrazione o proporre un intervento personale, evitando una gestione meccanica della situazione.
Commerciale: si concentra quasi esclusivamente sull’acquisizione di nuovi clienti e ignora la possibilità di fidelizzare o riconquistare chi sta per andarsene. Il cliente in uscita è trattato come un caso chiuso, quando è un’occasione di riflessione e di miglioramento.
Marketing: è impegnato a costruire il brand per i nuovi clienti, con strategie di attrazione e nuove campagne. Il brand, però, è anche il ricordo e l’esperienza che lasciamo ai clienti esistenti e a quelli che abbiamo perso.
I clienti vogliono essere conquistati: questa è l’essenza del tuo brand
Quando un cliente trova un servizio migliore, entra in una relazione di brand love (un legame emotivo con un marchio) con la nuova azienda e diventa automaticamente più critico verso quella che ha lasciato. I clienti vogliono essere conquistati, ogni volta di nuovo, ed è di questo che è fatto un brand: del modo in cui si comporta con chi sta per andarsene.
Customer churn e brand reputation: perché la cultura del cliente viene prima
I clienti delusi hanno un potere straordinario. Ogni cliente deluso, anche quello che non scrive una recensione, ne parla in privato e diffonde la sua esperienza negativa in tutte le sue reti di relazione. È un effetto a cascata che nessuna azienda può permettersi di ignorare.
Per questo formare il personale sulla cultura del cliente è essenziale per ridurre il churn. Conquistare un cliente, e mantenerlo, è un processo organizzativo che richiede tempo e riconosce il valore di ogni cliente, sia acquisito sia in uscita.
Perché la cultura del cliente deve essere trasversale
Corsi (aperti a persone di ogni reparto) e workshop trasversali, progettati per tutti i team, costruiscono una mentalità che va oltre il singolo reparto. Così il personale inizia a vedere la customer experience come filo conduttore dell’intera organizzazione e a capire l’effetto di ogni interazione e di ogni decisione sul vissuto del cliente.
Che cosa causa il customer churn, anche con la migliore tecnologia?
La tecnologia è raramente la causa. Puoi avere i migliori strumenti e le piattaforme più avanzate, e perdere comunque clienti a favore dei concorrenti se la tua cultura del cliente è debole. La cultura del cliente è un pilastro della cultura d’impresa, e decide se trattieni o allontani le persone che ti hanno scelto.
Come può la gestione di un cliente in uscita danneggiare la reputazione del brand?
Un partecipante a un mio laboratorio mi ha raccontato che, mentre cambiava operatore, una fattura non ancora scaduta era stata passata al recupero crediti. I solleciti sembravano una truffa. Il risultato è stato una fiducia distrutta e un detrattore attivo in più, pronto a scoraggiare altri dal fare affari con quella compagnia.
Perché i reparti aziendali perdono di vista il cliente?
Perché ciascuno lo guarda da una prospettiva limitata, senza una visione comune. L’amministrazione vede un numero, il customer service tiene i casi per sé, il commerciale rincorre i clienti nuovi e il marketing costruisce il brand per chi non è ancora arrivato.
Come si previene il customer churn con la formazione?
Formando il personale sulla cultura del cliente con corsi e workshop trasversali, progettati per tutti i team. Le persone iniziano a vedere la customer experience come filo conduttore dell’intera organizzazione e a capire l’effetto di ogni interazione e decisione sul vissuto del cliente. La fidelizzazione è un processo organizzativo e richiede tempo.