Architettura dei Sistemi

Una analisi comparativa effettuata “a caldo” sul ruolo dei Social Media rispetto ai media tradizionali durante l’attuale crisi finanziaria del 2008

Di Enrico Giubertoni Aggiornato 4 minuti di lettura

Ciò che scrivo è una mia analisi a caldo sul ruolo degli Old Stream Media rispetto agli emergenti Social Media nel “fare cronaca” sulla crisi finanziaria.

Come tutte le impressioni “a caldo” è da prendere con cautela e anzi, fate sentire il vostro parere – soprattutto se dissentite – nei commenti.

Intanto va detto che questa è probabilmente la prima crisi planetaria raccontata attraverso i  Social Media.

Per questo motivo sto seguendo la crisi finanziaria contemporaneamente nei seguenti media:

  • Mass Media e nei siti “tradizionali” di informazione
  • blog, blogosfera e Social Media.

 

Il mio blog su un Iphone (immagine condivisa socialmente su Flickr.com)

Ho notato due approcci diametralmente opposti nel seguire la crisi, che ho così definito:

  • Approccio OldStream Media: seguito  da Televisioni, Talk Show, “Portali” informativi non partecipativi in stile DotCom
  • Approccio Social Media: seguito da blog, News Aggregators, Social network.

Gli OldStream Media seguono la crisi con una logica molto simile a quelle degli eventi sportivi:

fanno cronaca degli eventi, si interrompono, pubblicano in ordine sparso le notizie, creano boatos, e raramente analizzano.  Stanno più sul problema e sul fatto.

I Social Media al contrario, pongono meno attenzione agli eventi e alle notizie, per privilegiare l’analisi del momento. I social media privilegiano in questo modo l’analisi, l’indagine e la soluzione.

Ritengo che in questo momento in cui vi è un bisogno di analisi razionale, i Social Media stiano rendendo un servizio più utile in quanto seguono un approccio collaborativo, dinamico  e incentrato sulla operatività.

In sintesi, mentre gli OldStream media hanno un approccio sintetico e più emozionale, i Social Media hanno un approccio al contrario più analitico e razionale.

Azzardo questa ipotesi:

la televisione e gli OldStream Media saranno secondo me sempre più satelliti dei social media nei processi evolutivi dei media del XXI secolo.

Il mondo è interconnesso e una comunicazione sintetica non è sufficiente, nemmeno nel marketing tradizionale.

I Social Media, blogosfera in primis seguono al contrario una comunicazione più analitica:

  • Sono sulla interpretazione dei  dati anzichè sulla cronaca degli eventi: sono quindi meno ansiogeni rispetto agli OldStream media nel descrivere eventi di crisi.
  • Nel loro andamento, ordinano i dati in modo decrescente, partendo dal più recente a scendere: sono quindi più ordinati e prevengono ambiguità temporali  e sovraposizioni di notizie.
  • Sono partecipativi e quindi ascoltano e dialogano: prevengono in questo modo fenomeni di stress comunicativo.
Due approcci al racconto della crisi
AspettoOldStream MediaSocial Media
Chi li rappresentaTelevisioni, talk show, portali informativi non partecipativiBlog, aggregatori di notizie, social network
ApproccioSintetico ed emozionale, cronaca degli eventiAnalitico e razionale, interpretazione dei dati
Ordine delle notizieIn ordine sparso, con interruzioniDalla più recente a scendere
Rapporto con il pubblicoNon partecipativoPartecipativo: ascolto e dialogo
Effetto sul lettorePiù ansiogenoPiù rassicurante
Fonte: Elaborazione di Enrico Giubertoni

In sintesi i social media riescono meglio ad arginare alcuni effetti comunicativi analizzati dal Teorema  di Thomas.

Con l’espressione Teorema di Thomas si indica il seguente enunciato: Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze.

ex. Se c’è la crisi finanziaria, e non si riesce a comunicare dati rassicuranti, la crisi rimane un evento (falsamente) percepito come reale nei comportamenti. (vedi Wikipedia: Teorema di Thomas)

Ritengo per questo motivo che

I social media si siano legittimati nei momenti di crisi nel dare un messaggio più razionale e quindi più rassicurante rispetto agli old Stream Media. Forse questo è un dato emergente dei media del XXI secolo.

A prova di questa mia teoria, fornisco alcuni link di risorse Social/Blog che seguo e che mi hanno chiarito un po’ di più le idee su questa crisi finanziaria: io non sono un economista, non capisco nulla di economia, sono più nei media e tramite questi blog ho capito qualcosa di più rispetto agli OldStream Media.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra social media e media tradizionali nel raccontare una crisi?

Gli OldStream Media (televisioni, talk show, portali non partecipativi) seguono la crisi come un evento sportivo: fanno cronaca, si interrompono, creano boatos e raramente analizzano. I social media, cioè blog, aggregatori di notizie e social network, privilegiano invece l’analisi, l’indagine e la soluzione, con un approccio più razionale.

Perché i social media risultano più rassicuranti durante una crisi finanziaria?

Perché interpretano i dati invece di fare cronaca degli eventi, e sono quindi meno ansiogeni; ordinano le notizie dalla più recente, evitando ambiguità temporali e sovrapposizioni; sono partecipativi, ascoltano e dialogano, e prevengono lo stress comunicativo. In questo modo arginano meglio alcuni effetti descritti dal Teorema di Thomas.

Che cos’è il Teorema di Thomas e che cosa c’entra con la comunicazione di crisi?

È l’enunciato secondo cui se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze. Applicato a una crisi finanziaria: se non si riesce a comunicare dati rassicuranti, la crisi resta un evento percepito come reale nei comportamenti. Una comunicazione più analitica aiuta a limitare questo effetto.

Che futuro avranno televisione e media tradizionali rispetto ai social media?

La mia ipotesi, formulata a caldo nel 2008, è che la televisione e gli OldStream Media diventeranno sempre più satelliti dei social media nell’evoluzione dei media del XXI secolo. Il mondo è interconnesso e una comunicazione sintetica ed emozionale non basta più, nemmeno nel marketing tradizionale.

Enrico Giubertoni

Enrico Giubertoni

Revenue Strategy Partner

Dal 1998 progetto infrastrutture di ricavo per imprese B2B: Signal Intelligence™ e Revenue Blueprint™ per trasformare l'inerzia analitica in Financial Velocity.

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