AI Survey: le opinioni dei ruoli decisionali sull’adozione dell’AI
Di Enrico GiubertoniAggiornato 6 minuti di lettura
Ho appena concluso una AI Survey su LinkedIn per indagare le esigenze e le aspettative aziendali sull’Intelligenza Artificiale (IA) per il Marketing. Il sondaggio ha evidenziato un crescente livello di consapevolezza sui bisogni che spingono le aziende ad adottare l’IA. Questa AI Survey ha rivelato anche come le imprese stanno affrontando questa trasformazione.
A questa Survey hanno deciso volontariamente di partecipare ruoli decisionali di imprese sia B2B, sia B2C, sia nazionali che internazionali o globali, di dimensioni dalla media alla grande impresa.
Questa AI Survey ha coinvolto anche diverse startup che stanno esplorando le potenzialità dell’intelligenza artificiale.
Emerge il fatto che le imprese legittimano l’AI come strumento attuativo per conquistare i loro target
L’AI è figlia di una nuova cultura del Marketing che punta alla conquista del cliente.
Perché l’Intelligenza Artificiale è una priorità? Perché oggi, per mantenere relazioni durature e profittevoli con il cliente, l’apporto del marketing da solo non è più sufficiente: occorre infatti estendere la cultura della conquista del cliente all’intera organizzazione.
In questa AI Survey, molti hanno sottolineato la necessità di investire in percorsi formativi sull’IA. La AI Survey ha anche aperto un dibattito su come l’IA può influenzare il marketing e le vendite.
Non può più solo il marketing occuparsi del cliente: occorre che l’intera organizzazione interna sia unisona sul cliente. I risultati della AI Survey hanno dimostrato un crescente interesse verso l’implementazione dell’IA nelle strategie aziendali.
Inoltre, la AI Survey ha rivelato come le aziende stiano iniziando a esplorare applicazioni pratiche dell’IA.Queste osservazioni sono state fondamentali per elaborare strategie più efficaci, come evidenziato nella AI Survey.
Ecco perché il vero cambio culturale è passare da un marketing passivo, che si limita a “curare” il cliente, a un marketing di conquista, che attivamente lo attrae, lo coinvolge e lo fidelizza.
Non basta più parlare di “centralità del cliente”, frase che nasce già carente di significato (cosa significa mettere il cliente al centro? Per spremerlo al massimo? così vi odierà!). Occorre una nuova fase culturale orientata alla conquista del cliente. Non basta infatti acquisire nuovi clienti: la vera conquista implica instaurare con essi una relazione duratura e di valore.
Conquistare un cliente significa:
Ascoltare i suoi bisogni.
Comprenderli in una offerta di prodotto o servizio.
Condividerne i benefici come risposta ai bisogni.
Agli occhi del cliente target, il ruolo del brand si è evoluto: occorre tarare gli strumenti a questi nuovi paradigmi.
Offrire un buon prodotto non è più il fine. Il consumatore contemporaneo si aspetta un’esperienza completa, personalizzata e coinvolgente.
I muri e i confini temporali rappresentati da orari di chiusura, procedure lente e laboriose, poca chiarezza, sono dei veri e propri confini se si frappongono tra il primo contatto e il contratto. In un mio libro del 2022 scrivevo quanto il brand deve trasformarsi in una piattaforma, un punto di riferimento che risponda ai bisogni e alle esigenze del target con efficienza e valore.
Le imprese più lungimiranti si stanno già muovendo.
Per conquistare, occorre un focus sui valori del cliente. I ruoli decisionali in azienda hanno la responsabilità di adottare una cultura orientata alla conquista del cliente. Per rendere questa cultura realmente applicativa, l’Intelligenza Artificiale si pone come strumento potente, non un fine a se stesso.
Occorre innovare:
Comunicazione interna che deve essere rapida, ma soprattutto orientata al benefit per il cliente.
Esperienze Self Service full time: per offrire al cliente esperienze ubiquite al bisogno, chiare ed intuitive, ma soprattutto personalizzate.
Uniformare la comunicazione in modo che sia coerente su ogni canale di relazione attivato dall’impresa: dai punti vendita, alle reti di consulenti, ai sistemi telefonici, ai canali social.
Il mondo del marketing entra in una fase nuova: captare i bisogni, e dare risposta personalizzata ai bisogni.
L’Intelligenza Artificiale sta finalmente uscendo dal guscio della parola ‘hype’ e diventando un interesse concreto per le aziende, che si rendono conto del suo bisogno per ottenere un vantaggio competitivo in questo salto culturale.
Ecco perché il vero cambio culturale è passare da un marketing passivo, che si limita a ‘curare’ il cliente, a un marketing di conquista, che attivamente lo attrae, lo ascolta, risponde ai suoi bisogni e lo fidelizza.
In totale serenità, mi sento di affermare con certezza che la domanda di ‘conquista del cliente’ è destinata a crescere ulteriormente anche nei prossimi mesi e anni. Perché le imprese lungimiranti vivono già questa evoluzione da bisogno a priorità.
Lo tocco con mano già dal post pandemia, ne ho parlato in convegni e articoli, poiché nelle mie attività di affiancamento volte ad aiutare le imprese a diffondere la conquista del cliente in ogni area/reparto aziendale con percorsi dedicati e personalizzati.
Le implicazioni di questa AI Survey sono significative e richiedono una riflessione profonda.
Nel complesso, la AI Survey ha contribuito a chiarire le aspettative per il futuro del marketing e dell’IA.
Domande frequenti
Perché le aziende vogliono adottare l’intelligenza artificiale nel marketing?
Dalla AI Survey che ho condotto su LinkedIn fra ruoli decisionali di imprese B2B e B2C, dalla media alla grande impresa, emerge che le aziende legittimano l’AI come strumento attuativo per conquistare i loro target. Le priorità indicate sono produttività e automazione, approfondimento dei bisogni del target, performance delle campagne pubblicitarie ed efficacia comunicativa.
Perché l’intelligenza artificiale non è solo un tema del reparto marketing?
Perché oggi, per mantenere relazioni durature e profittevoli con il cliente, l’apporto del marketing da solo non basta: occorre estendere la cultura della conquista del cliente all’intera organizzazione. L’AI si pone come strumento potente per rendere applicativa questa cultura, non come un fine in sé.
Che differenza c’è fra marketing passivo e marketing di conquista?
Il marketing passivo si limita a curare il cliente, quello di conquista lo attrae, lo ascolta, risponde ai suoi bisogni e lo fidelizza. Non basta acquisire nuovi clienti né parlare di centralità del cliente: conquistare significa ascoltarne i bisogni, tradurli in un’offerta di prodotto o servizio e condividerne i benefici come risposta a quei bisogni.
Che cosa devono innovare le imprese per conquistare il cliente?
Tre cose: una comunicazione interna rapida e orientata al beneficio per il cliente, esperienze self service disponibili a tutte le ore, chiare, intuitive e personalizzate, e una comunicazione coerente su ogni canale di relazione, dai punti vendita alle reti di consulenti, dai sistemi telefonici ai social. Orari di chiusura e procedure lente diventano confini fra primo contatto e contratto.