Il livello dichiarato, e come si misura
- WCAG 2.2 AAil riferimento, nella norma europea EN 301 549
- Parzialmente conformerestano fuori tre famiglie di materiale di terzi
- 13,83 a 1contrasto misurato del testo bianco sul blu notte
- 30 giorniil termine massimo per rispondere a una segnalazione
È un’autovalutazione, e la pagina dice anche che cosa resta fuori.
Questa dichiarazione riguarda il sito enricogiubertoni.com. È una autovalutazione: nessun ente esterno l’ha verificata, e la pagina lo dichiara perché chi legge sappia quanto pesa.
Non è un obbligo, ed è una scelta
La pubblicazione di una dichiarazione di accessibilità è un obbligo per le pubbliche amministrazioni e per i privati sopra i cinquecento milioni di fatturato, secondo la legge 4 del 2004. L’European Accessibility Act, recepito in Italia con il decreto legislativo 82 del 2022 e applicabile dal 28 giugno 2025, esenta le microimprese di servizi e comunque non chiede di pubblicare nulla. Enrico Giubertoni non è obbligato: questa pagina esiste perché un sito che chiede attenzione deve poter essere letto anche da chi lo legge in un altro modo.
Il livello raggiunto
Il riferimento tecnico sono le WCAG 2.2, livello AA, nella versione richiamata dalla norma europea EN 301 549. Il sito è parzialmente conforme: la struttura e i contenuti scritti per il sito rispettano quel livello, e restano fuori tre famiglie di materiale prodotto da altri. Sono elencate qui sotto, perché una dichiarazione che tace sulle eccezioni non è una dichiarazione.
Che cosa è stato fatto
- Ogni pagina ha un solo titolo principale e una gerarchia di titoli coerente: è un controllo automatico che blocca la pubblicazione se non è rispettato.
- Il salto al contenuto è la prima cosa che incontra chi arriva da tastiera, su tutte le pagine.
- La messa a fuoco è sempre visibile, e l’ordine di lettura segue l’ordine del documento.
- Le immagini portano un testo alternativo che descrive quello che mostrano; quelle decorative lo portano vuoto, perché un lettore di schermo le salti.
- Gli artefatti sono disegnati con testo vero e non come immagini, quindi si leggono e si ingrandiscono come il resto della pagina.
- I filtri e le ricerche interne annunciano a voce quante voci restano, e funzionano anche con JavaScript spento, perché il contenuto è già tutto nella pagina.
- Il sito rispetta le preferenze dichiarate dal sistema operativo: movimento ridotto, contrasto aumentato e tavolozza a colori forzati.
- I contrasti di colore sono misurati, non stimati: il testo bianco sul blu notte sta a 13,83 a 1, e dove il rapporto scendeva sotto la soglia il colore è stato cambiato.
Le preferenze di lettura, e che cosa non sono
In fondo a ogni pagina c’è un pannello che offre quattro preferenze: contrasto alto, testo più grande, spaziatura maggiore, movimento ridotto. Restano salvate nel browser di chi visita e valgono solo per lui, su quell’apparecchio.
Quel pannello non dichiara conformità e non riscrive la pagina: cambia quattro variabili di stile e nulla altro. La distinzione è importante, e il motivo è documentato: gli strumenti commerciali che promettono accessibilità sovrapponendosi a un sito sono stati colpiti da oltre il ventidue per cento delle cause statunitensi sull’accessibilità nel primo semestre del 2025, proprio sui siti che li avevano installati, e nell’aprile 2025 la FTC ne ha multato uno per comunicazione ingannevole. Un pannello di preferenze è un servizio a chi legge; un velo che promette conformità è un falso.
Che cosa resta fuori, e perché
- I video incorporati. Le registrazioni di interviste e interventi sono pubblicate da terzi sui loro canali: dove i sottotitoli non esistono non si possono aggiungere, perché il file appartiene a chi l’ha pubblicato. Ogni video porta il titolo e la descrizione scritti, così il contenuto si capisce anche senza guardarlo.
- I documenti PDF altrui. Atti di convegno, programmi degli organizzatori e relazioni associative sono collegati come prova di quello che la pagina afferma. Sono file di chi li ha pubblicati, spesso scansioni, e la loro accessibilità dipende da chi li ha pubblicati.
- La pagina della privacy. Il testo arriva da iubenda dentro un riquadro incorporato: il contenuto è loro e cambia quando cambia la normativa. L’impaginazione di quel riquadro la decide iubenda.
Come si segnala un problema
Chi incontra una barriera scrive a info@enricogiubertoni.com, indicando la pagina e che cosa non è riuscito a fare. La risposta arriva entro trenta giorni, che è il termine massimo fissato: in pratica arriva in uno o due giorni lavorativi.
Come è stata verificata
I controlli automatici girano su tutte le pagine generate a ogni pubblicazione. Accanto ci sono le verifiche che una macchina non fa: navigazione da sola tastiera, ordine di lettura, contrasto reale delle fasce scure, testo ingrandito fino al doppio senza che la pagina si rompa, e la lettura di ogni pagina a tre larghezze di schermo.
Questa dichiarazione porta la data dei controlli che la sostengono e viene rifatta a ogni cambio di impianto del sito.
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