Area tematicaProcesso e organizzazione
Conosciuto anche comedigital immigrants
Gli immigrati digitali (in inglese digital immigrants) sono le persone cresciute prima della diffusione di internet e dei dispositivi personali, che hanno imparato le tecnologie digitali da adulte.
L'espressione è di Marc Prensky, che nel 2001 la contrappone ai nativi digitali: chi impara il digitale tardi lo parla come una seconda lingua, bene anche, ma conserva un accento, cioè le abitudini dell'epoca precedente.
In azienda la distinzione aiuta a progettare la formazione e il cambiamento. Un immigrato digitale porta spesso esperienza e giudizio che i più giovani non hanno, e adotta uno strumento quando ne vede il legame con il proprio lavoro. Perciò l'età conta meno dell'esposizione: la ricerca successiva ha mostrato che la competenza digitale dipende dall'uso e dal contesto più che dall'anno di nascita.
Fonte: Marc Prensky, «Digital Natives, Digital Immigrants», On the Horizon, 2001.
Un esempio
Il caso che segue è costruito, perché il termine non compare ancora negli articoli. In un'azienda manifatturiera il direttore commerciale, che ha imparato il mestiere con il telefono e le fiere, stampa ancora i rapporti del gestionale dei clienti per leggerli a penna. Il percorso di formazione che funziona con lui parte dalle decisioni che prende ogni settimana e mostra come lo strumento le rende più rapide, invece di partire dai menu del programma.
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Enrico Giubertoni. Licenza CC BY-NC 4.0: puoi citarla, tradurla e adattarla con il nome dell'autore e il link, indicando se l'hai modificata. Per un uso commerciale scrivi a info@enricogiubertoni.com
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