Canali e strumenti
Il Web 2.0 è la seconda fase del World Wide Web, in cui l'utente passa dal leggere contenuti al crearli, condividerli e commentarli.
Più che una tecnologia è un cambio di paradigma. L'espressione compare nel 1999 in un articolo della designer Darcy DiNucci e si diffonde dal 2004 con la conferenza organizzata da Tim O'Reilly e John Battelle; nel 2005 il saggio di O'Reilly What Is Web 2.0 ne fissa i principi: il web come piattaforma, su cui i servizi girano nel programma di navigazione invece che installati sul computer; l'architettura della partecipazione, in cui il servizio migliora quanto più le persone lo usano; l'intelligenza collettiva degli utenti; i dati come vero patrimonio; la beta perenne (perpetual beta), cioè il software rilasciato presto e migliorato di continuo in pubblico invece che a versioni chiuse; la coda lunga (long tail) dei piccoli pubblici, descritta da Chris Anderson nel 2004. Il teorico dei media Henry Jenkins ha chiamato cultura partecipativa il mondo che ne è nato, e nel 2006 la rivista Time ha nominato persona dell'anno «You», cioè ciascun utente. Blog, wiki, social network, podcast e piattaforme video sono i suoi strumenti; Skype, nato nel 2003 da fondatori svedesi e danesi e sviluppato in Estonia, ne è un esempio europeo.
Un esempio
Wikipedia, scritta dai lettori, e i blog con i commenti aperti sono due simboli del Web 2.0; Gmail, rimasta ufficialmente in versione beta per cinque anni, è il simbolo della beta perenne.
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