Norme, rischi e conformità
L'identità digitale ha due significati. Nel senso sociale è il modo in cui una persona esiste e si racconta negli spazi digitali: profili, contenuti condivisi, opinioni, tracce lasciate in rete, che diventano parte dell'identità complessiva e influenzano come viene percepita; la sociologa statunitense Sherry Turkle ne ha studiato gli effetti già in Life on the Screen (1995).
Nel senso giuridico è l'insieme di credenziali con cui un cittadino dimostra chi è per accedere ai servizi online. Qui l'Europa ha fatto scuola: l'Estonia ha una carta d'identità elettronica dal 2002, l'Italia lo SPID dal 2016, e il regolamento europeo eIDAS (Reg. UE 910/2014, aggiornato dal Reg. UE 2024/1183) prevede un portafoglio di identità digitale valido in tutta l'Unione. È uno dei pilastri dell'Identità Digitale Europea.
Un esempio
Il profilo professionale di una persona su LinkedIn è identità digitale nel primo senso; lo SPID con cui scarica un certificato è identità digitale nel secondo.
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