Come aggiungere la tua attività su Google Maps quando i punti vendita sono una rete:guida per catene e franchising
Di Enrico Giubertoni
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Ho scritto la prima versione di questa guida nel 2012, quando Google cominciava a mostrare online gli interni dei negozi. Da allora la scheda su Google Maps è diventata la porta d’ingresso di ogni punto vendita: è il primo posto in cui un cliente controlla se il negozio è aperto, dove si trova e che cosa ne pensano gli altri.
Per una singola attività la scheda è un compito da sbrigare una volta. Per una catena di retail (la vendita al dettaglio, attraverso negozi aperti al pubblico) con decine o centinaia di punti vendita, propri e in franchising (affiliati: negozi di un imprenditore indipendente che usa marchio e metodo della catena), la scheda diventa una questione di governo. Chi la possiede? Chi risponde alle recensioni? Come restano allineati orari e dati fra la sede e gli affiliati? E come si misura quanta gente la mappa porta davvero in negozio?
Questa guida parte dalle operazioni di base, che valgono per ogni scheda, e arriva alla gestione di una rete. Le funzioni di Google citate sono state verificate sulla documentazione ufficiale il 03/10/2026.
Perché aggiungere la tua attività su Google Maps conta per una rete di punti vendita
Prima di entrare in un negozio, molti clienti consultano Google Maps come punto di contatto (touchpoint): confermano gli orari, leggono le recensioni, guardano le foto e chiedono le indicazioni stradali. La scheda compare in primo piano nei risultati di ricerca, perciò è spesso la prima impressione che il cliente riceve del punto vendita.
Molte ricerche oggi si chiudono senza un clic verso il sito (le cosiddette ricerche a zero clic): il cliente trova sulla scheda tutto quello che gli serve e decide lì. Ne consegue che per una catena la qualità della scheda di ogni negozio pesa quanto la vetrina. Una scheda con l’orario sbagliato in un solo punto vendita è un cliente che trova la saracinesca abbassata, e una recensione negativa che parla di tutta l’insegna.
Come aggiungere la tua attività su Google Maps
Per aggiungere un’attività su Google Maps si usa il Profilo dell’attività su Google (Google Business Profile, il nome che ha preso il vecchio Google My Business), lo strumento gratuito con cui Google fa gestire alle aziende la loro presenza su Maps e nella Ricerca.
Una volta entrati, la piattaforma chiede le informazioni essenziali del punto vendita:
il nome dell’attività;
l’indirizzo;
il numero di telefono.
Queste informazioni vanno tenute esatte e aggiornate, perché da loro dipende la visibilità della scheda. Per una catena c’è una regola in più: le linee guida di Google chiedono che tutte le sedi della stessa attività nello stesso paese abbiano lo stesso nome, con eccezioni per i sotto marchi e per le insegne che sul posto si chiamano davvero in un altro modo.
Selezionare le categorie appropriate per la tua attività
La categoria dice a Google che cosa è il negozio, e serve a mostrarlo a chi cerca proprio quello che vende. Le linee guida chiedono di scegliere il minor numero di categorie necessario a descrivere l’attività principale: la categoria completa la frase «questa attività è», mentre ciò che il negozio «ha» va negli attributi.
Verifica della tua attività
La verifica serve a prendere il controllo della scheda e a impedire che qualcuno non autorizzato ne modifichi i dati. Google propone diverse strade (telefono o SMS, email, videochiamata in diretta, video registrato, cartolina postale) e sceglie da sé quali offrire a ogni attività (guida alla verifica). Solo una scheda verificata compare in modo completo su Maps e permette di rispondere alle recensioni.
Gestire le schede di una catena con più punti vendita
Fin qui le operazioni valgono per un negozio come per cento. Da qui in poi parliamo di quello che cambia quando i negozi sono molti, e alcuni appartengono ad affiliati.
La verifica collettiva per dieci o più sedi
Google prevede una verifica collettiva (verifica in blocco di tutte le sedi insieme) per le attività con almeno dieci sedi della stessa insegna. Secondo la guida ufficiale, consultata il 03/10/2026, si richiede da Gestione dei profili delle attività, nel menu Verifiche, alla voce Catena: si compila un modulo con il foglio di lavoro di tutti i profili gestiti, e la verifica può passare da un video con un rappresentante autorizzato o da una videochiamata. Le schede duplicate, sospese o disattivate non contano nel numero minimo.
Per una rete conviene arrivare alla richiesta con l’elenco dei punti vendita già pulito: un indirizzo per riga, nome identico, nessun doppione.
Gruppi di sedi e caricamento da foglio di lavoro
I gruppi di sedi funzionano come una cartella condivisa dei profili: permettono a più colleghi di lavorare sulle schede senza scambiarsi le credenziali. Ogni gruppo ha il suo foglio di lavoro, con cui si caricano o si scaricano in blocco i dati di tutte le sedi; un foglio vale per un solo gruppo.
Ne consegue una scelta di disegno che la sede deve fare prima di caricare: un gruppo per l’intera rete, oppure un gruppo per area o per tipo di negozio (propri e affiliati). La regola pratica è che il gruppo segua chi risponde delle schede, perché è lì che si assegnano gli accessi.
Ruoli e permessi fra sede e affiliati
Il Profilo dell’attività distingue fra proprietario e gestore: il gestore può modificare le informazioni, rispondere alle recensioni, pubblicare aggiornamenti e caricare foto, ma solo il proprietario aggiunge o toglie utenti, elimina il profilo o ne trasferisce la proprietà principale.
Per una rete in franchising la divisione che regge è questa:
la sede resta proprietaria di tutte le schede, perché il marchio è suo e una scheda persa con l’uscita di un affiliato è un pezzo di insegna che non si recupera;
l’affiliato è gestore della scheda del proprio negozio, perché conosce gli orari reali, le chiusure e i clienti;
chi entra in un ruolo nuovo aspetta sette giorni prima di poter fare certe operazioni, come togliere altri utenti: vale la pena saperlo quando si passa di mano un negozio.
Regole comuni per nomi, categorie e orari
Una rete ha bisogno di un regolamento delle schede, scritto dalla sede e condiviso con gli affiliati. Le voci minime:
nome: lo stesso per tutte le sedi, senza aggiunte di parole chiave o di città;
categorie: una principale uguale per tutta la rete, poche secondarie decise dalla sede;
orari: chi li aggiorna, con quanto anticipo per festività e chiusure, e chi controlla;
foto: quali sono obbligatorie (esterno, vetrina, interno) e con quale frequenza si rinnovano;
dati di contatto: nome, indirizzo e telefono (la terna che nel gergo si chiama NAP, Name Address Phone) identici a quelli del sito della catena.
Rispondere alle recensioni come insegna
Le recensioni sono la parte della scheda che la sede controlla meno e che pesa di più sulla reputazione dell’insegna. Per rispondere la scheda deve essere verificata, e le risposte passano un controllo di Google prima di comparire, con tempi che la guida alle recensioni indica fra dieci minuti e trenta giorni.
Per una catena la domanda vera è chi risponde. Una soluzione che regge è dividere per tipo: l’affiliato risponde alle recensioni sul servizio del suo negozio, la sede a quelle che riguardano prodotti e politiche dell’insegna, con un tono comune scritto una volta per tutti.
Misurare chiamate e indicazioni stradali
Ogni scheda registra quante volte è stata vista e che cosa ha fatto chi l’ha vista. Le metriche giornaliere che Google mette a disposizione attraverso il suo servizio per i dati di rendimento, consultato il 03/10/2026, comprendono fra le altre le visualizzazioni su Maps e nella Ricerca, le richieste di indicazioni stradali, i clic sul pulsante di chiamata, i clic verso il sito e le conversazioni avviate in chat.
Per una rete queste misure servono a confrontare i punti vendita fra loro, e a leggere la scheda come un canale di vendita invece che come un adempimento. Il passo successivo è legarle ai dati del negozio, come spiego in Smart Retail: i sette principi per far rendere i punti vendita.
Ottimizza la tua scheda Google Business Profile (ex Google My Business)
Ottimizzare la scheda rende il punto vendita più facile da trovare e migliora l’esperienza di chi lo visita. Ecco le operazioni fondamentali, da ripetere su ogni sede.
Gestisci gli orari di apertura
Orari esatti e aggiornati sono la base di un’esperienza positiva. Il cliente si aspetta informazioni in tempo reale, e un orario sbagliato porta a frustrazione e a recensioni negative.
Il Profilo dell’attività permette di impostare gli orari regolari e gli orari speciali per festività, eventi o chiusure temporanee. Per questo motivo gli orari speciali vanno inseriti con anticipo, e in una rete conviene che la sede li carichi in blocco per le festività nazionali, lasciando all’affiliato le eccezioni locali.
Orari esatti aiutano anche a comparire nelle ricerche del tipo «aperto ora vicino a me». Con la funzione «più orari» si indicano gli orari di servizi come il ritiro in negozio o la consegna. Orari precisi dimostrano affidabilità e creano fiducia.
Cura la posizione esatta sulle mappe
Il segnaposto deve indicare l’ingresso principale del negozio. Un posizionamento errato produce indicazioni stradali imprecise, clienti che girano a vuoto e problemi per i corrieri.
Per i punti vendita dentro centri commerciali o edifici con più attività il caso è frequente nelle catene: il segnaposto va sull’ingresso di quel negozio, non al centro dell’edificio. Un segnaposto esatto aiuta anche Google a stimare gli orari di maggiore affluenza e migliora l’accessibilità per le persone con problemi di mobilità. Conviene ricontrollarlo dopo ogni lavoro di ristrutturazione o cambio di ingresso.
Cura l’immagine della tua attività commerciale
Le immagini di qualità sono essenziali per una buona prima impressione su Google Maps. Dal Profilo dell’attività si caricano foto e video, e si collegano i tour virtuali.
Servono foto varie: la vetrina dall’esterno e dall’interno, il personale, i prodotti. Aiutano il cliente a capire che cosa aspettarsi. In una catena le foto sono anche coerenza di marca: la sede può fornire un set comune di immagini di prodotto e chiedere a ogni negozio le foto proprie dell’esterno e dell’interno, aggiornate con le stagioni e le nuove collezioni.
Valuta i tour virtuali degli interni
I punti vendita più curati traggono vantaggio da un tour virtuale dentro Google Maps.
I tour virtuali sono immagini a 360 gradi collegate fra loro, che permettono di entrare nel negozio dallo schermo. Si realizzano con una fotocamera compatibile e si pubblicano con gli strumenti di Street View (pagina di Google per le aziende, consultata il 03/10/2026); esistono fotografi professionisti che Google segnala con il contrassegno «Street View trusted».
Un tour curato offre un’anteprima del negozio e aumenta la fiducia di chi sta decidendo se visitarlo.
Affianca i video ai tour virtuali
Accanto al tour virtuale, i video brevi del negozio rendono la scheda più viva e mostrano ciò che una foto ferma lascia fuori: il movimento, il servizio, l’atmosfera.
Aggiungi prodotti e servizi
Dal Profilo dell’attività si aggiungono direttamente prodotti e servizi alla scheda.
La funzione migliora la visibilità nelle ricerche locali e funziona come una vetrina gratuita. Vanno indicati nomi, categorie, prezzi, descrizioni e immagini di qualità, con le parole che il cliente usa davvero quando cerca.
Il Profilo dell’attività permette di aggiungere alla scheda un pulsante di chat, con WhatsApp o con i messaggi. Secondo la guida di Google, consultata il 03/10/2026, la scheda deve essere rivendicata e verificata; si va su Modifica profilo, poi Contatto, e alla voce Chat si sceglie WhatsApp e si inserisce il collegamento diretto alla chat o un numero abilitato. La funzione è disponibile solo in alcune aree, e se si inseriscono entrambe le opzioni il cliente vede solo i messaggi.
Per una rete la guida aggiunge un dettaglio utile: più profili possono condividere lo stesso collegamento WhatsApp. Ne consegue una scelta da fare in sede: un servizio clienti centrale che risponde per tutti i negozi, oppure un numero per ogni punto vendita, gestito dall’affiliato.
Una chat aperta dalla scheda accorcia i tempi di risposta e migliora il coinvolgimento. Dentro l’app WhatsApp Business si impostano messaggi di benvenuto e risposte rapide.
Ulteriori strategie di ottimizzazione
Oltre alle aree viste, alcune altre tattiche migliorano la presenza della rete su Google Maps. Chiedere ai clienti soddisfatti di lasciare una recensione, e rispondere a tutte con professionalità. Tenere coerenti nome, indirizzo e telefono su tutte le piattaforme online.
Usare i post del Profilo per aggiornamenti e promozioni, decisi dalla sede per le campagne nazionali e dai negozi per gli eventi locali. Compilare gli attributi, come l’accessibilità e i servizi offerti. Infine, incorporare la mappa dei punti vendita nel sito della catena, con una pagina per ogni negozio.
Conclusione
Per una catena la presenza su Google Maps è un sistema, fatto di decine di schede che devono dire la stessa cosa con la stessa voce. Il lavoro tecnico (categorie, verifica, orari, posizione, immagini, prodotti, chat) è la base. Quello che distingue una rete ben gestita è il governo: chi possiede le schede, chi le aggiorna, chi risponde, e come si misurano.
Se la tua rete ha schede che nessuno sa più chi gestisca, o affiliati che lavorano ciascuno a modo suo, il punto di partenza è un regolamento comune e una misura condivisa. È il tipo di lavoro che affronto nella consulenza per le aziende con reti di punti vendita: mettere in fila i ruoli e le misure, perché la mappa porti clienti in negozio e un vantaggio competitivo che si possa leggere nei numeri.
Domande Frequenti sulle Google Maps
Come aggiungere la mia attività su Google Maps
Si va su google.com/business, si sceglie «Gestisci ora» e si accede con un account Google.
Si inseriscono il nome dell’attività, l’indirizzo, la categoria e i contatti.
Poi Google chiede di verificare l’attività, con un metodo che sceglie da sé: telefono o SMS, email, videochiamata, video registrato o cartolina postale.
Dopo la verifica la scheda compare su Google Maps e nella Ricerca. Per una catena con dieci o più sedi conviene la verifica collettiva, descritta nell’articolo.
Quanto costa apparire su Google Maps?
La presenza su Google Maps con il Profilo dell’attività su Google è gratuita: si creano e si gestiscono senza costi le schede, con orari, indirizzo, foto, prodotti e servizi.
Google vende a parte gli annunci a pagamento, che aumentano la visibilità; la presenza organica sulla mappa resta gratuita, anche per una rete con molti punti vendita.
Come modificare l'indirizzo della mia attività su Google Maps?
Nella sezione delle informazioni si modifica il campo dell’indirizzo. In alcuni casi Google chiede una nuova verifica.
La scheda conserva i dati e le recensioni. In una catena il trasloco di un punto vendita si aggiorna anche nel foglio di lavoro del gruppo di sedi, perché i due dati restino uguali.
Come collegare WhatsApp su Google Maps?
La scheda deve essere rivendicata e verificata. Dal Profilo dell’attività su Google si sceglie «Modifica profilo», poi «Contatto»; alla voce «Chat» si seleziona WhatsApp e si inserisce il collegamento diretto alla chat o un numero abilitato, poi si salva.
La funzione è disponibile solo in alcune aree. Più schede possono condividere lo stesso collegamento WhatsApp: una catena può quindi scegliere fra un servizio clienti centrale e un numero per ogni negozio.
Come si gestiscono su Google Maps le schede di una catena con più punti vendita?
Si raccolgono tutte le sedi in uno o più gruppi di sedi del Profilo dell’attività su Google, che funzionano come una cartella condivisa: ogni gruppo ha un foglio di lavoro con cui si caricano e si aggiornano in blocco i dati di tutti i negozi. Con dieci o più sedi della stessa insegna si può chiedere la verifica collettiva, dal menu Verifiche, voce Catena.
Prima di caricare conviene scrivere un regolamento comune: stesso nome per tutte le sedi, una categoria principale uguale per la rete, chi aggiorna gli orari e con quanto anticipo.
In una rete in franchising, chi deve essere proprietario della scheda del negozio?
La sede, perché il marchio è suo: solo il proprietario può aggiungere o togliere utenti, eliminare il profilo o trasferirne la proprietà. L’affiliato lavora come gestore della scheda del proprio negozio: modifica orari e informazioni, carica foto e risponde alle recensioni. Così, quando un affiliato esce dalla rete, la scheda resta all’insegna con la sua storia di recensioni.
Quali numeri della scheda Google Maps conviene seguire per ogni punto vendita?
Le richieste di indicazioni stradali, i clic sul pulsante di chiamata, i clic verso il sito e le conversazioni in chat, accanto alle visualizzazioni su Maps e nella Ricerca. Sono le metriche che Google rende disponibili per ogni sede. Confrontate fra negozi dicono quali schede lavorano e quali vanno curate; legate ai dati di cassa dicono quanto la mappa porta davvero in negozio.